Scusa, Ti posso cancellare?

La fantascienza diventa realtà con interventi mirati sulla memoria. Le applicazioni mediche sono enormi!

Buongiorno a tutti e benvenuti a questa nuova puntata di Scienza & Gnorri.

Come il titolo suggerisce (e richiama anche l’orribile traduzione italiana del bellissimo film “Eternal Sunshine of a Spotless Mind”), oggi parleremo di memoria.

Vi è mai capitato di sperare ardentemente di cancellare un brutto ricordo per sempre dalla nostra memoria? Scommetto di sì. Finora però era considerata pura fantascienza, forse non più. Scopriamo come.


Da molti anni gli scienziati studiano le funzioni cognitive per carpirne i meccanismi, ma anche per operare dei piccoli/medi/grandi interventi, per apportare si spera dei miglioramenti: si studia i sistemi di salvataggio ed immagazzinamento dei dati nel nostro cervello. Il processo di formazione dei ricordi può infatti essere riassunto in tre fasi: acquisizione, consolidamento e recupero. Andando ad interferire con una di queste fasi possiamo alterare la memoria.


Esempi di “intrusione”


1. IMPIANTARE RICORDI

Sono sicura che a questo punto alla maggior parte di voi lettori siano balenate alla mente scene del famoso film Inception, dove il fulcro è l’impianto di ricordi per convincerlo a modificare il proprio pensiero cosciente. Il loro sistema non è così inverosimile.

Esistono diversi metodi per impiantare falsi ricordi, poiché la nostra mente è molto influenzabile ed ingannabile. Esistono molti fattori – ambientali, culturali, religiosi, persino stati d'animo come la paura/gioia – in grado di alterare i nostri ricordi.

Lo scienziato premio nobel Susumi Tonegawa è riuscito, grazie ad un esperimento sui topi, ad impiantare con successo esperienze paurose negli animali, in grado di interferire col loro normale comportamento.

Immaginate dei poveri topolini dentro una scatola A, a cui viene stimolata visivamente e chimicamente una parte specifica della memoria in modo che essi siano in grado di riconoscere quell'ambiente. Poi vengono spostati in una scatola B in cui vengono sottoposti nuovamente egli stessi stimoli della scatola A ma questa volta con l'aggiunta di una scossa elettrica, che gli instilli la paura. Ovviamente una volta riportati nella scatola A i poveri animali si sentiranno impauriti, perché influenzati dal falso ricordo della scossa elettrica. In pratica gli scienziati sono riusciti ad ingannare il loro cervello: hanno creato un impianto di memoria. Ovviamente bisognerà ancora aspettare prima che questo studio possa portare ad impianti mnemonici in stile Atto di Forza.


2. CANCELLARE LA MEMORIA

Tutti almeno una volta lo abbiamo desiderato per superare un ricordo causa di sofferenze (un’applicazione medica è per coloro che soffrono di disturbo post-traumatico da stress).

Un metodo che agisce sull'immagazzinamento dei ricordi è la "MANIPOLAZIONE INTRASOGGETTIVA". Usando una terapia elettroconvulsionante è possibile impedire la riscrittura dei ricordi o alterarne il ri-consolidamento. Questa tecnica viene tutt'oggi usata nei casi di disturbi depressivi gravi, in cui la farmacologia e la psicoanalisi hanno fallito.

Questa manipolazione può essere fatta anche chimicamente. Un esempio è l’utilizzo per combattere le dipendenze da droghe: nel caso della metanfetamina vediamo che la sostanza aumenta di molto la mobilità della actina (cioè la proteina alla base dell'immagazzinamento dei ricordi, che generalmente opera abbastanza lentamente), influenzando eccessivamente il consolidamento di un ricordo. Operando su questa proteina gli studiosi sono in grado di attuare una cancellazione della memoria metanfetaminica, inibendo la creazione di grandi catene di questa molecola. Questo processo può essere applicato a diversi tipi di ricordi-bersaglio legati all'uso di droghe, facilitandone quindi la disintossicazione.


3. MIGLIORARE LA MEMORIA

Esistono tutt’ora diversi metodi per migliorare la propria memoria, senza ricorrere a sostanze chimiche, come nei casi di studenti che assumono farmaci normalmente usati per altre patologie (come il disturbo da attenzione), convinti che questi possano aiutarli a passare gli esami, aumentando le loro prestazioni.

Sembra banale, ma mantenersi in forma, soprattutto con esercizi aerobici, può dare una bella spinta alla memoria, perché l'attività fisica aiuta a mantenere l'irrorazione sanguigna nell'ippocampo.

La dieta mediterranea, ricca di pesce, verdure e polli, tutti prodotti con un alto contenuto di Omega 3 (le cozze sono caldamente consigliate, oltre che buone!), ci viene nuovamente in aiuto, dando anche ottima soddisfazione in campo culinario.

Quindi non serve ricorre a "pillole dell'intelligenza", basta semplicemente aver cura del nostro corpo. Non esistono scorciatoie!


Alla prossima settimana con Scienza & Gnorri Rewind!

0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti