Le Terre Rare

Alla scoperta dei supereroi dell’era moderna!

Buongiorno a tutti. Benvenuti a questo secondo appuntamento con Scienza & Gnorri.


Oggi affronteremo il tema caldo delle "terre rare". No, non parliamo di pianeti sconosciuti da conquistare. Si tratta invece di un gruppo di metalli fondamentali per la tecnologia high-tech.

Terbio, neodimio, europio o promezio. Non sono eroi della mitologia greca, ma alcuni dei nomi di questi super-metalli che potete trovare ormai praticamente ovunque: nelle TV smart, dei Tablet, negli smartphone, nei computer portatili, ma anche nelle apparecchiature mediche come la risonanza magnetica.


Senza di loro il nostro smartphone avrebbe le dimensioni di un mattone. Decisamente poco comodo! Le terre rare non si limitano solo a telefonini e televisori: sono fondamentali per tutta la branca delle energie rinnovabili. Quindi sono alla base anche per un futuro sempre più green.


Dov'è la fregatura?


Il primo problema quando si parla di Terre Rare, riguarda il tema delicato della sua estrazione e produzione.

Non fatevi però ingannare dal loro nome: non sono poi così rare come ci si aspetterebbe, anzi in realtà sono anche molto abbondanti: infatti la terra rara considerata più rara, il lutezio, è centinaia di volte più comune dell'oro.


Il guaio sta nella loro bassissima concentrazione: l’estrazione di10 kg di materiale grezzo, una volta raffinato e pulito, produce circa 10-15 grammi di terre rare. Inoltre questi minerali tendono a legare ad elementi radioattivi come l’uranio.

Questo porta ad una semplice conclusione logica: l'estrazione è molto difficile, molto pericolosa e molto costosa.


Il maggior produttore di questi metalli oggi è la Cina (che ha in mano il 97% della produzione mondiale), che deve la sua supremazia nel mercato alla noncuranza delle più comuni normative ambientali ed etiche/sociali. A questo si aggiunge il crollo delle esportazioni che passa da un 75% al 25% attuale.


Le seguenti considerazioni ci pongono di fronte ad un paradosso non indifferente: se le terre rare sono molto importanti anche per la produzione di tecnologie verdi – lampadine a risparmio energetico, automobili elettriche, turbine eoliche, ecc –, come possiamo di contro garantire un futuro green, se la loro estrazione è fonte di tanto inquinamento?


L'estrazione consiste nel "bollire" il materiale grezzo in grandi vasche piene di acido, che separano i vari elementi, compresi anche i materiali radioattivi. Gli acidi di scarto poi finisco nei fiumi o nei torrenti.

Altri paesi si stanno comunque muovendo per la creazioni di miniere per l’estrazione, ovviamente ricercando nuove tecniche più attente all'ambiente per estrarli e raffinarli.

Alla prossima settimana, con un nuovo ri-visto articolo di Scienza & Gnorri!

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