Le sanguisughe in medicina

Buongiorno a tutti e benvenuti a questo nuovo appuntamento del venerdì con Scienza & Gnorri. Quest'oggi parleremo delle proprietà mediche di alcuni animali viscidi e abbastanza schifosi: le sanguisughe.

Vi è mai capitato di vedere un film in costume, in cui i medici utilizzavano delle sanguisughe sui malcapitati pazienti. Vi siete mai chiesti se questo metodo funzioni veramente?


Partiamo da alcune informazioni storiche: la terapia con sanguisughe è un vecchio trattamento che risale a circa due millenni fa. Parliamo addirittura del periodo dell’Antico Egitto, quindi 2500 anni fa.


Le sanguisughe venivano utilizzate per curare alcune problematiche come vene varicose, artrosi o addirittura l’acufene e dopo un periodo di condanna da parte della medicina, piano a piano, grazie anche agli studi della scienza, la terapia delle sanguisughe è tornata nuovamente in auge.

La bocca delle sanguisughe secerne un potente anticoagulante, per permettere alla ferita di sanguinare a lungo, e un forte anestetico. Il morso, infatti, non è particolarmente doloroso (non a caso nei film il malcapitato non si accorge di avere delle sanguisughe attaccate al corpo finché qualcuno non glielo fa notare).

Nelle terapie le sanguisughe vengono lasciate per giorni e giorni senza cibo e tenute in acqua dolce e fresca, per poi essere posizionate sulla zona sofferente. In questo modo si cerca di sfruttare le qualità antinfiammatorie, anticoagulanti e spasmolitiche/antispastiche delle sostanze rilasciate dall’animale. Oggi queste terapie vengono usate in medicina alternativa, come la naturopatia o l’ayurveda, ma anche in ambito medico: viene infatti utilizzata in chirurgia plastica e ricostruttiva per scongiurare il rischio di cheratosi.

Recenti studi inoltre hanno analizzato la sostanza anestetica che le sanguisughe secernono al momento del morso: si è scoperto che essa è in grado di diminuire sensibilmente le risposte immunitarie del nostro organismo. Questo comporta che malattie autoimmuni, causate da un’eccessiva e sproporzionata reazione immunitaria potrebbero essere trattate con successo con le sanguisughe.


Le discussioni riguardo all'utilizzo o meno di questi animali in ambito medico sono attualmente discusse dalle autorità mediche, ma almeno ora sappiamo qualcosa in più che ci permette non solo di comprendere il nostro passato, ma anche di apprezzare animali da sempre sinonimo di disgusto.


Alla prossima puntata con Scienza & Gnorri!

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