Le armi più letali dei vulcani

Buongiorno a tutti e benvenuti a questa nuova puntata di Scienza& Gnorri. Come anticipato la settimana scorsa oggi parleremo delle armi di distruzioni utilizzate dai vulcani per portare morte e distruzioni. Buona scienza e buona lettura a tutti!


Bomba vulcanica

Partiamo dalla bomba di lava: come suggerisce il nome, si tratta di vere e proprie bombe solide di lava ardente, con diametri superiori ai 64 mm, che vengono sparate in aria in seguito ad una eruzione. Fortunatamente hanno una gittata limitata anche se può comunque mettere a rischio numerose persone (soprattutto i vulcanologi). Incidenti simili come quello avvenuto nel 1993, presso il vulcano Galeras in Colombia, dove sei persone rimasero ferite da queste “armi” vulcaniche.



Frane

Sembra scontato, ma il collasso di uno o più versanti di un vulcano, può portare alla formazione di frani estremamente violente e pericolose, con conseguenti danni a case e persone. Un esempio è l’eruzione del monte Saint Helens nel 1980, dove il crollo dell’intero versante nord, generò la più grande frana mai registrata nella storia (sopra uno scatto del vulcano alcuni mesi dopo l'eruzione).

Emissione di gas vulcanici

I gas vulcanici possono essere davvero letali. Un esempio è l’anidride solforosa, tanto pericolosa da provocare edemi polmonari se inalata, ma anche il biossido di carbonio (l’anidride carbonica) o l’acido solfidrico. In realtà la pericolosità di questo gas sta nella potenziale influenza sul clima: emissioni eccessive di CO2 con conseguente influenza sul riscaldamento globale, la creazione di piogge acide, a causa del diossido di zolfo. Se esso dovesse trasformarsi in acido solforico nell’atmosfera, i solfati generati potrebbero riflettere la luce del sole, abbassando le temperature (contrario dell’effetto serra)



Cenere vulcanica

La cenere vulcanica si forma in seguito alla frammentazione del magma vulcanico eruttato. Non è il suo impatto immediato da temere (anche se aspirarlo di sicuro non è piacevole), ma i danni provocati dal deposito di cenere sui raccolti, dall'interruzione dei trasporti, delle comunicazioni anche a grande distanza.

Colate di fango

Le colate di fango o Lahar sono composte da acqua e materiale piroclastico, formatesi in seguito a piogge torrenziali, che investono la cenere o per il passaggio di colate piroclastiche su ghiacciai. Hanno la consistenza del calcestruzzo e sono estremamente pericolosi, sia per l’energia sprigionata che per la velocità raggiunta nei movimenti.



Colata piroplastica

Abbiamo sentito spesso nominare la colata piroplastica nello scorso articolo, probabilmente una delle armi più micidiali create dalla natura: immaginate un enorme nube di gas, roccia calda e cenere che viaggia ad una velocità che si aggira tra i 50 e i 300 chilometri l'ora, in grado di disintegrare tutto ciò che incontra. L'aria è così calda da bruciarvi i polmoni e evaporare l'acqua nel vostro corpo all'istante.


Alla prossima puntata di Scienza & Gnorri

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