Il mistero del singhiozzo

Almeno tutti una volta nella vita hanno sperimentato il fastidio di avere il singhiozzo. Quali sono però le cause? Quali sono invece i metodi più efficaci per farlo passare? Scopriamolo insieme in questa nuova puntata di Scienza & Gnorri. Buona lettura.

Il singhiozzo è una contrazione involontaria del diaframma, il muscolo che separa addome dal torace, seguita da una chiusura improvvisa delle corde vocali, che provocano il caratteristico "hic".


Quali sono le cause?

  • pasti troppo abbondante o consumati troppo velocemente

  • consumo di bevande alcoliche o gassate

  • stato di eccitazione improvvisa

  • bruschi sbalzi di temperatura

Solo in rari casi può essere sintomo di una patologia. La durata media di un "attacco di singhiozzo" è di circa un minuto. Capita però a volte che possa durare diversi mesi.


Esistono anche altri fattori di rischio, come ad esempio:

  • gli uomini corrono maggiori rischi di soffrire di singhiozzo prolungato rispetto alle donne.

  • alcune tipologie di intervento chirurgico, come ad esempio interventi al colon, la prostata, ecc

  • problemi mentali o emotivi come ansia, stress o eccitazione

  • assunzione di alcuni farmaci, come ad esempio i cortisonici

Il singhiozzo normalmente viene semplicemente trascurato fino al suo esaurimento.


Se il singhiozzo continua per molto tempo, può interferire con la capacità di parlare, la nutrizione, il sonno e la guarigione delle ferite dopo l’intervento chirurgico.


Quali sono invece i metodi per far passare il singhiozzo?


Il rimedio migliore è la pazienza: il fastidio si risolve naturalmente, a meno che la causa non sia una patologia. In tal caso bisogna prima curare la patologia.



Altrimenti possiamo provare questi metodi:

  • respirare dentro un sacchetto di carta;

  • mangiare una fetta di limone;

  • trattenere il respiro il più a lungo possibile;

  • bere acqua molto fredda, inghiottendo il liquido senza respirare;

  • stirare il diaframma, inspirando molto lentamente fino a quando non si riesce giù a farlo, poi trattenere il fiato per mezzo minuto e poi esperire lentamente.


Hic! Alla prossima puntata con Scienza & Gnorri!

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